Alberto Bonisoli: «Pompei dimostra al mondo le capacità di reazione del popolo meridionale»

Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo è intervenuto alla presentazione delle ultime scoperte negli scavi della Regio V

POMPEI. «Le emergenze (come i crolli di resti antichi) possono capitare. A Pompei una disgrazia del genere è diventata l’occasione propizia per dimostrare al mondo le capacità di reazione del popolo meridionale». Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, con la sua considerazione ha spiegato il senso di partecipazione alla presentazione delle ultime scoperte di pregio emerse dai cumuli di lapilli nella Regio V del Parco Archeologico di Pompei.

Vale a dire le due domus: la Casa di Giove con affreschi di I stile e le sue fantastiche figure allegoriche e la Casa con Giardino, con grandi pitture murali, raffiguranti ambiti familiari, ma soprattutto con il ritrovamento molto importante di un’iscrizione in carboncino (probabilmente lasciata da un muratore dedito alla ristrutturazione della Casa con Giardino) che risolve una volta per tutte l’antico dibattito scientifico sulla data effettiva dell’eruzione di Pompei (che dalle fonti letterarie risalenti a Plinio il Giovane fu fissata in un primo tempo al 24 agosto del 79 d.C. mentre successivamente altri studiosi hanno argomentato con prove concrete la data del 24 ottobre del medesimo anno).

Trovata l’iscrizione che può cambiare la storia di Pompei

Trovata l’iscrizione che può cambiare la storia di Pompei

Pubblicato da Made In Pompei su Martedì 16 ottobre 2018

 

Il graffito rinvenuto porta la data del sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 17 ottobre del 79 d.C. «Vi ringrazio di avermi dato l’occasione per presentare al mondo eccellenze invidiabili» prosegue Bonisoli ringraziando in primis il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, che ha il merito maggiore nella valorizzazione scientifica delle scoperte fatte durante gli scavi, poi il direttore generale del Gpp, Mauro Cipolletta, che nel suo personale intervento ha spiegato che il lavoro in corso (con la spesa di 18 milioni di euro) è quello più oneroso con quasi il 10% della spesa totale dei fondi stanziati.

A spiegare il valore scientifico delle scoperte presentate oggi (16 ottobre 2018) alla stampa con presenze istituzionali e del ceto dirigente locale e campano è stato il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il massimo protagonista dell’impresa scientifica in corso destinata a lasciare un segno indelebile nella storia degli Scavi di Pompei, ovvero una traccia di rilievo in primis nel dare una data definitiva all’eruzione del 24 ottobre (non più 24 agosto) del 79 d.C. Altri archeologi avevano messo in evidenza il ritrovamento di bacche autunnali, melograni e bracieri armati ma non era stata cambiata la data che Plinio il Giovane aveva scritto a Tacito nella descrizione della distruzione di Pompei.

Altro tema importante è “Pompei a Colori” che si presta agli occhi dei visitatori ancora nelle tinte integre prima che l’atmosfera ne corroda l’intensità. Sul piano della tutela Osanna annuncia: «Si restaura mentre si scava», con riferimento all’attività di cantiere che parallelamente viene sigillata dal restauro. Ultima importante novità riguarda una considerazione sensazionale: «Sono state notate incursioni sistematiche nel sottosuolo anteriori al 1748». Una moneta del 1631  trovata nel sito, infatti, sarebbe la prova che già nel ‘600 si effettuavano indagini nel sottosuolo vesuviano per riportare alla luce reperti antichi.


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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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