Rugby e autismo, al Sacro Cuore di Pompei il prestigioso Premio Responsabilità Sociale

Il presidente Cozzolino: «È stato davvero emozionante per noi, mi ha segnato personalmente come esperienza di vita».

di Giovanni Lamb

POMPEI. Sabato 14 luglio 2018 la squadra Rugby Sacro Cuore Pompei ha raggiunto un’altra memorabile tappa, grazie al premio “Responsabilità Sociale” ricevuto da parte del Consiglio regionale che ha deciso di premiare in questo modo la squadra, insieme alle squadre Arechi e Normanni di Salerno, per la sua iniziativa di aiutare bambini affetti da autismo, nel campo psico-motorio. Dieci in totale i progetti presentati in Comitato, a rappresentare soltanto una piccola parte della moltitudine d’iniziative che vengono messe in pratica annualmente in regione grazie alla volontà dei club campani.

In concorso sono state valutate le iniziative di Amatori Torre Del Greco con il “Progetto Terzo Tempo” incentrato sull’alimentazione e la lotta all’obesità infantile; del Clan Santa Maria Capua Vetere, con l’attività ludico ricreativa motoria finalizzata al rugby e riservata a portatori di handicap grave di tipo autistico fino ai 18 anni; dei Draghi Telese, con la raccolta libri a favore dei Briganti di Librino; dei Dragoni Sanniti di San Giorgio del Sannio, con la tombolata di beneficenza per la raccolta fondi a favore di Telethon; degli Hammers Campobasso, con il progetto “Sicuramente Arte”, per favorire l’integrazione di minori stranieri nel club; della Partenope Junior, che ha realizzato un campo di rugby nel quartiere di Barra a Napoli.

E ancora: dello Spartacus Social Club, con l’iniziativa europea “Placchiamo il bullismo – Let’s tackle bulliysm”, realizzata nell’ambito di Erasmus+; del Rugby Vesuvio, con l’evento “Il sangue del Vesuvio”, in cui atleti e dirigenti hanno donato sangue; e della Zona Orientale Rugby Popolare Salerno, con il progetto d’integrazione, già premiato dal Coni, “Mischia le diversità, placca il razzismo!”. L’iniziativa vincitrice consta fondamentalmente nella pratica di attività motorie legate al gioco del rugby per i ragazzi e le ragazze del centro “Facciamo Breccia” di Salerno, facente capo all’associazione nazionale “Una Breccia nel muro”.

«Abbiamo sempre creduto nel progetto e nella sua significativa finalità – esordisce Roberto Manzo, presidente degli Arechi di Salerno – L’autismo, purtroppo, per i più giovani equivale ad una forma di esclusione dalla società, mentre il rugby è inclusione, aggregazione, partecipazione». Gennaro Cozzolino, presidente del Rugby Sacro Cuore Pompei, commenta entusiasta: «Abbiamo fatto breccia sul serio. L’idea, il progetto, l’impegno, i risultati: tutto ciò è stato davvero emozionante per noi, giorno dopo giorno mi ha segnato personalmente come esperienza di vita».


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Redazione

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