Un affresco di Priapo emerge da una elegante dimora: l’ultima scoperta nella Regio V di Pompei

Sono emersi anche diversi ambienti con pregiate decorazioni, tra cui una parete con un volto di donna e un cubicolo decorato
Ambiente con Priapo

POMPEI. Priapo “raddoppia”. La figura mitologica, infatti, resa celebre dalla raffigurazione presente all’entrata della Casa dei Vettii, appare per la seconda volta a Pompei in un affresco rinvenuto proprio in questi giorni all’ingresso di una pregiata dimora che si trova su via del Vesuvio. Si tratta di una delle zone della Regio V interessate, negli ultimi mesi, dalla messa in sicurezza dei fronti di scavo e soprattutto dalla nuova campagna di scavi che sta riportando alla luce una Pompei davvero inedita, regalando emozioni ogni giorno diverse. Stavolta la sorpresa è stata veramente grande.

Liberata dal materiale vulcanico, una casa su Via del Vesuvio, con stanze elegantemente decorate, ha rivelato l’affresco di Priapo (il cui volto, però, è stato rinvenuto pesantemente danneggiato) intento a pesare il proprio membro su una bilancia. La figura di Priapo, è ben conosciuta a Pompei per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii, poco distante dalla Regio V. Dio della mitologia greca e romana, era – secondo la maggior parte delle fonti – figlio di Afrodite e di Dionisio, anche se leggende minori lo vorrebbero, invece, figlio di Afrodite e di Ermes o Ares, oppure di Adone o Zeus. Era, gelosa del rapporto adulterino di Zeus con Afrodite, si vendicò con Priapo e gli diede un aspetto grottesco, con enormi organi genitali.

Ambiente con volto di donna

Tuttavia il fallo, così spesso raffigurato in affreschi e mosaici dell’epoca, a differenza di quanto si potrebbe pensare non era (solo) un simbolo erotico: esso era ritenuto origine della vita e quindi per gli antichi romani era un simbolo apotropaico. Tant’è vero che la sua raffigurazione veniva utilizzata contro il malocchio o per auspicare fertilità, benessere, buon commercio e ricchezza. Non è un caso, difatti, che poco distante dalla casa di Via del Vesuvio con Priapo, lungo la strada, su una parete del Vicolo dei Balconi, sia emerso un altro fallo in tufo grigio dipinto.

La domus di via del Vesuvio che sta venendo alla luce, con tutta probabilità doveva essere la dimora di una famiglia molto ricca e molto in vista dell’antica Pompei. Oltre all’affresco del Priapo posto all’ingresso (fauces), infatti, sono emersi anche diversi ambienti con pregiate decorazioni. Tra questi c’è una parete con un volto di donna dipinto entro un clipeo e una stanza da letto (cubicolo) decorata nella parte superiore della parete con una raffinatissima cornice e nella parte inferiore con due quadretti (pinakes): uno con paesaggio marino e l’altro con una natura morta, entrambi affiancati da miniature di animaletti.

Ambiente con Pinakes

E non è tutto da Via del Vesuvio. Procedendo verso sud, difatti, gli interventi di scavo hanno messo in luce la parte superiore di una fontana/ninfeo, con la facciata rivolta verso l’interno dell’insula, dove probabilmente c’era un giardino. La parte della fontana finora resa visibile (parte superiore delle colonne, parte superiore della nicchia e frontone) è decorata con tessere di vetro colorato e conchiglie, che formano complessi motivi ornamentali. Al di sopra di una delle colonne, infine, è raffigurato un volatile. Le operazioni in corso nella Regio V di Pompei rientrano nel più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano i 22 ettari di area non scavata di Pompei, previsto dal Grande Progetto Pompei e che interesserà circa 3 chilometri di fronti.

Il direttore generale del Parco Archeologico, Massimo Osanna, si è detto soddisfatto per gli ultimi (solo in ordine di tempo) rinvenimenti scaturiti dai lavori nella Regio V.  «La tutela a Pompei condotta correttamente e sistematicamente – ha dichiarato – porta a straordinari rinvenimenti. Ricerca, conoscenza (e  dunque scavo), tutela e conservazione sono aspetti tutti strettamente connessi e non si possono portare avanti se non in maniera sistemica. Via del Vesuvio (da cui provengono i nuovi affreschi), Via delle Nozze d’argento e via dei Balconi, dove in questo momento si stanno concentrando i lavori di messa in sicurezza, sono stati in passato oggetto di crolli ripetuti e perdita di materia archeologica (come il volto di Priapo)».

Fontana in via del Vesuvio

Aggiunge ancora Osanna: «Interventi non sistematici fatti a posteriori, quando ormai il danno era avvenuto, hanno tamponato momentaneamente le criticità senza risolverle. Il progetto attuale è invece un imponente intervento caratterizzato da sistematicità e rigore metodologico, che risolverà le criticità nel complesso, riprofilando i fronti di scavo per tutta la loro estensione. Le forze messe in campo annoverano per la prima volta a Pompei una nutrita équipe interdisciplinare di professionisti, che vede all’azione quotidianamente archeologi, architetti, ingegneri, geologi, vulcanologi e restauratori. Il team di archeologi, inoltre, è composto da specialisti nello scavo stratigrafico, paleobotanici, archeozoologi, antropologi fisici, insomma tutte le professionalità che permettono di portare avanti un cantiere di archeologia globale. Per gli affreschi, inoltre, sono stati coinvolti i professionisti dell’Istituto Superiore Centrale per il Restauro (Iscr)».


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Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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