Sant’Alfonso benedice il Vesuvio e ferma l’eruzione: Pagani ricorda il prodigioso evento di 239 anni fa

Il santo ripetè per tre volte “Gesù! Gesù! Gesù!”. Quindi fece un grande segno di croce in direzione del vulcano che si quietò

PAGANI. In questa data ricorre  il 239esimo anniversario di un evento prodigioso per Pagani, città notoriamente devota a S. Alfonso. Il 10 agosto 1779, infatti, la comunità paganese fu testimone di un prodigio che mostrò il potere di Sant’Alfonso sul cuore di Dio. Da qualche tempo il Vesuvio che si erge di fronte a Pagani lanciava lave infiammate sul territorio di Ottaviano. Tutti i dintorni erano nella costernazione. Dalle finestre del corridoio, i Padri contemplavano questo grandioso e terribile spettacolo. Preso da orrore, un Padre corse alla cella di Sant’Alfonso e lo scongiurò di venire a vedere ciò che stava accadendo. Alfonso andò, si avvicinò alla finestra dicendo per tre volte “Gesù! Gesù! Gesù!”. Quindi fece un grande segno di croce in direzione della montagna e all’istante stesso l’immenso turbine di fuoco e di fiamme sprofondò nel cratere. Tale era il potere di Alfonso sul cuore di Dio. Dal Processo ord. di Nocera. Fol. 473. Il piccolo quadro della benedizione al Vesuvio in eruzione (nella foto in alto) è ancora esposto alla finestra della casa di Pagani dove avvenne la benedizione.


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Redazione

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