Da Pompei il primo quotidiano teletrasmesso in Italia: la storia mai raccontata di Avvenire Sud

L’approdo del giornale cattolico nella città della carità fondata da Bartolo Longo fu una scelta ben precisa della Chiesa 

POMPEI. Il libro “La questione meridionale del quotidiano cattolico – Cronache del Sud (e anche un po’ di storia)”, di Angelo Scelzo, ricostruisce le tappe che, quattro anni dopo la nascita del quotidiano cattolico nazionale “Avvenire”, avvenuta nel 1968 attraverso la fusione de “L’Avvenire d’Italia” di Bologna e “L’Italia” di Milano, portò al varo dell’edizione Sud, con la teletrasmissione del giornale da Milano alla seconda sede di stampa di Pompei. Non si trattò di un semplice fatto tecnico, né di un’operazione editoriale come tante altre.

L’approdo di “Avvenire” a Pompei, a partire dal 1972, fu in realtà la risposta a una vocazione nazionale presente, fin dal primo momento, come segno di identità del progetto di Paolo VI di dotare la Chiesa italiana del dopo-Concilio di un organo di informazione autorevole e moderno. Dunque, Pompei, dove il Beato Bartolo Longo aveva fondato il Santuario mariano tra i più famosi al mondo e numerose opere di carità, è stata la “capitale” di Avvenire Sud. Proprio qui, nella tipografia fondata dal Beato, il quotidiano dei cattolici realizzò, primo in Italia, l’impresa del giornale teletrasmesso in fac-simile da centinaia e anche migliaia di chilometri di distanza.

Ed è quindi in occasione dei 50 anni di “Avvenire” (1968-2018) che Angelo Scelzo pubblica il volume “La questione meridionale del quotidiano cattolico”, con il sottotitolo “Cronache del Sud (e anche un po’ di storia)”, in cui ripercorre il cammino del giornale fino alla sua evoluzione in un quotidiano capace di avere non solo uno sguardo complessivo sulla realtà nazionale ma di saper osservare, da vicino, le singole realtà locali.

Nelle pagine della pubblicazione, che si avvale della prefazione del direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, e della postfazione dell’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, si ripercorre il tratto di strada compiuto negli anni Settanta dal quotidiano cattolico verso il Sud. «Il Mezzogiorno – si legge in copertina – era la parte che mancava al profilo completo e definitivo di un giornale che intendeva rivolgersi a un Paese tutto intero, ben consapevole delle diversità e delle divaricazioni esistenti ma pronto a fare la sua parte per favorire una migliore integrazione sociale e culturale».

Angelo Scelzo, sposato, due figli, è stato fino al 2016 vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede. In precedenza aveva ricoperto altri incarichi nell’ambito della comunicazione vaticana. Prima di essere nominato in Vaticano, è stato inviato speciale di Avvenire, partecipando, fin dall’inizio, al varo dell’edizione sud a Pompei, dove dirige tutt’ora il periodico del Santuario, “Il Rosario e la Nuova Pompei”. Ha pubblicato, per la “Libreria Editrice Vaticana”, una serie di biografie di santi e di personaggi del mondo ecclesiale. Collabora a diverse pubblicazioni ed è editorialista di “Avvenire”. (c.s.)


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Redazione

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