Musica, nella magica atmosfera dell’Anfiteatro di Pompei, il progressive rock dei King Crimson

Uno show storico di tre ore serrate, che trae materiali da tutti i periodi della storia della band dal 1970 ai giorni nostri

POMPEI. Nella magica atmosfera dell’Anfiteatro romano di Pompei, dove nel 2016 si sono esibiti David Gilmour e Elton John, tornano in Italia i King Crimson, la band che ha fatto la storia del progressive rock e che durante il corso della sua carriera ha influenzato ed ispirato molti artisti contemporanei dai diversi generi musicali creando una sorta di culto attorno al suo nome. Con tre batteristi, Pat Mastelotto, Gavin Harrison e Jeremy Stacey, e con il ritorno del poli-strumentista Bill Rieflin alle tastiere, Robert Fripp, chitarrista e fondatore originale, dice che “questa formazione a doppio quartetto” farà probabilmente più baccano di sempre. A completare la line-up di otto elementi, c’è il chitarrista e vocalist Jakko Jakszyk, il bassista e membro di lungo corso Tony Levin e il sassofonista e flautista Mel Collins che è stato un pilastro dei King Crimson dal 1970 al 1972.

Lo show di tre ore serrate, in programma stasera e domani, 20 luglio 2018, trae materiali da tutti i periodi della storia della band, incluse sei tracce storiche che i Crimson non hanno mai suonato live prima, insieme ad arrangiamenti di alcuni classici del gruppo – “la musica è nuova in qualsiasi momento sia stata scritta” – e, ovviamente, un’energica dose di nuovo materiale, comprese le composizioni per tre batteristi che sono regolarmente uno dei piatti forti. Spesso classificato come un gruppo prettamente progressive, i King Crimson hanno subito le influenze di diversi generi musicali durante il corso della loro esistenza, tra i quali: jazz, folk, musica classica, musica sperimentale, rock psichedelico, hard rock, heavy metal, new wave, gamelan, musica elettronica e drum and bass.

Per contro, i King Crimson hanno influenzato molti artisti contemporanei, creando una sorta di culto attorno al loro nome. I biglietti del concerto si possono acquistare su www.TicketOne.it, che traccia un profilo degli artisti. Pur essendo nato in Inghilterra, il gruppo ha visto tra le sue file anche musicisti statunitensi (a partire dal 1981) e attualmente è composto per metà da questi ultimi. Negli oltre quarant’anni di attività del gruppo la sua formazione ha subito numerosi e radicali cambiamenti: si sono avvicendati al suo interno ben diciotto musicisti, più due parolieri. Unica costante è stata la presenza del chitarrista Robert Fripp, membro fondatore e indubbio cardine di tutta la storia del gruppo.

La prima formazione del gruppo, quella risalente al 1969, è stata determinante nella sua storia, nonostante la breve durata. Già nel 1970, infatti, i King Crimson divennero un gruppo piuttosto instabile e pertanto non ebbero modo di promuovere in concerto i due album registrati in quell’anno; torneranno sul palco, dopo nuovi avvicendamenti, solo nel 1971. I lavori di questo prima formazione sono caratterizzati da una profonda esplorazione e fusione di generi, quali il jazz, il funk e la musica da camera. Dal 1972, a seguito di un nuovo radicale cambiamento di organico, il gruppo divenne più stabile e cominciò a prevalere l’aspetto dell’improvvisazione, che mescolava hard rock, musica classica, free jazz e fusion, almeno sino al 1974, anno che segna l’inizio di un lungo periodo di pausa.

Nel 1981, dopo sette anni di inattività, il gruppo si riunì nuovamente, con una nuova formazione: questo periodo, che si concluse circa tre anni dopo, fu caratterizzato da una forte influenza della nascente new wave. In successive riunioni i King Crimson hanno radicalmente riveduto le proprie sonorità, ora in tutto influenzato dai generi musicali di più recente nascita, come l’industrial rock e il grunge. Questo spirito di rinnovamento musicale non si è mai spento ed è tutt’oggi una delle caratteristiche portanti del gruppo. La storia dei King Crimson è dunque segnata anche da ricorrenti periodi di stasi, spesso sanciti dalle decisioni di Robert Fripp.

Il chitarrista e i suoi colleghi riappaiono in varie combinazioni nell’ambito dei cosiddetti ProjeKCts, successione variabile di side-project iniziata nel 1997, la cui ultima incarnazione ha visto collaborare Fripp e Mel Collins (che aveva lasciato i King Crimson nel 1972) con il chitarrista e autore Jakko Jakszyk, in un progetto che vede anche la partecipazione di Tony Levin e Gavin Harrison, entrambi “transitati” nei King Crimson nel corso degli anni. Da quest’ultima formazione è poi derivato il vero e proprio ritorno in attività dei King Crimson, a partire dal settembre 2013. E nel 2018 arriva per i King Crimson lo storico concerto nell’Anfiteatro di Pompei, che già si preannuncia come un evento irripetibile per la band.


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Redazione

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