A giugno c’erano i Vestalia, riti della purificazione del focolare domestico dedicati a Vesta

A Pompei la dea appare spesso nei larari, in piedi o seduta in trono con la testa velata, mentre offre libagioni

POMPEI. A Roma come a Pompei la sacralità della famiglia riflette quella dello Stato. Essa trova fondamento nel culto degli avi e si rinnova nella liturgia della natura. Vesta era la dea del focolare domestico, venerata privatamente in ogni casa, mentre il suo culto pubblico consisteva nel custodire il fuoco sacro nel tempio civile a lei dedicato. Il suo culto assumeva valore sacro e valore civile. Le vestali erano sacerdotesse legate al suo ordine. Il culto del fuoco nasce da una primordiale concezione religiosa naturalistica degli indoeuropei.

I calendari romani più antichi indicavano esclusivamente il 9 giugno per celebrare la dea Vesta con i Vestalia, riti della purificazione del focolare domestico, ad un tempo dispensa per provvedere al nutrimento del corpo ed altare per quello dello spirito. In età repubblicana ed imperiale vennero portati a nove, dal 7 al 15 di giugno, i giorni dedicati alle cerimonie e ai rituali riservati alle sole donne, anche se si teneva principalmente conto delle fasi lunari. A Pompei, Vesta appare spesso nei Larari delle case, in piedi o seduta in trono con la testa velata, mentre offre libagioni.

I Vestalia iniziavano il 7 giugno e si protraevano per nove giorni tra cerimonie e rituali dal colorito arcaico spesso…

Pubblicato da Pompeii – Parco Archeologico su giovedì 7 giugno 2018

 

Il Parco Archeologico di Pompei ha pubblicato per l’occasione del 9 giugno, su Facebook, l’edicola votiva della Casa di Sirico per ricordare a tutti il grande rilievo che la figlia di Saturno ebbe nella mitologia romana. Sul suo esempio si formava la matrona romana (e pompeiana). I vestalia iniziano con l’apertura del penus Vestae (il penus è letteralmente la dispensa di casa, ma anche il luogo dedicato alla liturgia dei Penates e cioè gli antenati). Analogamente nel penus del tempio di Vesta a Roma erano conservati i Penates Populi Romani (i padri della Patria).

Durante i Vestalia solo le matrone potevano entrare a piedi nudi nella parte esterna del penus Vestae, luogo proibito nel resto dell’anno specialmente agli uomini. È interessante ricordare che l’ultimo giorno (Vesta cluditur) era definito con la sigla Q St D F (Quando Stercus Delatum Fas, cioè “quando l’immondizia del tempio è stata portata via”). Era il tempo di procedere alla purificazione della casa con la sua pulizia. Allo stesso modo, per fare un esempio, nella tradizione delle famiglie cristiane del nostro territorio si può ricordare il valore che assumevano le pulizie della casa, che venivano dette “Pasquali”, perché si preparava il focolare domestico a ricevere la benedizione pasquale da parte del parroco.


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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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