Com’era il Vesuvio duemila anni fa prima dell’eruzione? Ce lo dice un affresco di Pompei

Un visitatore propone una sua personale raffigurazione di “Bacco e il Vesuvio”, dipinto molto famoso, in mostra al Mann

POMPEI. Sono i social a fornire uno straordinario strumento per la diffusione della cultura archeologica o è l’archeologia a fornire un argomento di straordinario interesse alla diffusione della socializzazione via web? Sta di fatto che la direzione del Parco archeologico di Pompei coglie ogni giorno un’opportunità per diffondere cultura sulla memoria storica di Pompei. Non solo le strutture abitative, i santuari e gli edifici pubblici ma anche le opere d’arte, i graffiti le ricorrenze ed i miti che risalgono fino alla Grecia antica.

I visitatori di Pompei e i loro disegni. 🖌️📜Carlos Arbetman ci invia la sua rivisitazione di Bacco e il Vesuvio, complimenti!

Pubblicato da Pompeii – Parco Archeologico su martedì 15 maggio 2018

Oggi un visitatore pubblica una sua personale raffigurazione di “Bacco e il Vesuvio”. Dipinto molto famoso, in mostra presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Parliamo dell’affresco del larario  della Casa del Centenario dove è stato raffigurato un Bacco in forma di grappolo d’uva, che versa del vino al suo felino preferito: la pantera. In alto un festone con bende ed uccelli; in basso il serpente portafortuna, rivolto verso un altare cilindrico. Sullo sfondo è stato riportata una versione antica del Vesuvio, caratterizzata da una sola cima e fittamente ricoperto di vegetazione, con filari di vitigni ai suoi piedi.

La Casa del Centenario prende il nome dalla circostanza di essere stata scoperta proprio in occasione del 18esimo centenario dall’eruzione del 79 d.C. Come molte altre ricche residenze dell’epoca è dotata di una piccola stanza termale (che rappresentava il bagno di lusso per chi se lo poteva permettere) ed è divisa in due aree. Una per i proprietari, l’altra destinata alla servitù. L’angolo più suggestivo della domus è formato dal ninfeo con la fontana e gli affreschi.

Ad attirare sono sicuramente le scene erotiche dipinte sui muri ma da questa domus proviene un affresco di eccezionale valore scientifico (attualmente conservata presso il Museo Nazionale a Napoli) che consente di acquisire la raffigurazione del monte Vesuvio senza il caratteristico cratere. Documento che il social targato Parco Archeologico di Pompei ripropone all’interesse dei visitatori, introducendo la riflessione sul motivo che probabilmente indusse i pompeiani a sottovalutare il pericolo di un’eruzione. Semplicemente, a quei tempi, a Pompei (nonostante l’avvertimento del terremoto 17 anni prima) mancava la consapevolezza di trovarsi nella vicinanza di una vera e propria bomba ad orologeria.

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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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