Casciello Pompei, il volume che racconta la mostra d’arte contemporanea che volge al termine

Massimo Osanna: «La mostra delle opere che Casciello ha realizzato per Pompei è un percorso tra storia e arte»

POMPEI. Ultimi giorni per visitare Casciello Pompei, la mostra di arte contemporanea ospitata nel Parco Archeologico di Pompei fino al 23 maggio 2018. L’evento di contaminazione artistica ha dato luogo al volume Casciello Pompei, pubblicato da Gutenberg Edizioni, presentato lo scorso 3 maggio a Napoli, presso il Museo Novecento di Castel Sant’Elmo. La manifestazione è stata promossa dal Mibact direzione del Polo museale della Campania e dalla direzione del Museo Novecento a Napoli.

La pubblicazione curata dal prof. Massimo Bignardi (docente di Storia dell’arte contemporanea, Università di Siena) con un’introduzione del prof. Massimo Osanna (direttore generale Parco Archeologico di Pompei) si propone quale testimonianza della omonima mostra promossa dal Parco archeologico di Pompei, dall’Atelier Casciello, dal Fondo Regionale d’Arte Contemporanea, Baronissi con il patrocinio dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, del Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena, dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano e del Museo Madre di Napoli, inaugurata il 23 giugno del 2017 e che chiude i battenti il 23 maggio 2018.

«La mostra delle opere che Casciello ha realizzato per Pompei – scrive Massimo Osanna – è un percorso tra storia e arte, dove Pompei non racconta solo la sua tragedia ma anche una vita immortalata nelle forme e nei decori dei suoi edifici, che oggi si pongono a confronto con opere dalla caratteristica potenza plastico-architettonica e ambientale». «Parlare di Pompei con Angelo Casciello, della sua storia e della sua attualità che all’artista ha aperto labirinti immaginari sin dalla infanzia, significa – rileva Bignardi – ripercorre il “racconto” che in questi due secoli la cultura ha costruito della città svelata. Vuol dire, in altre parole, rifare la strada di un ritrovamento, di uno scavo dilatato nel tempo, che rinnova sempre la trama narrativa, arricchendola di nuove prospettive, di figure, di spazi che la lava cede, giorno dopo giorno, allo sguardo dell’umanità».

«Ciò porta, quindi – aggiunge Bignardi – a parlare della sua fortuna, del peso che le continue scoperte hanno avuto sulla cultura ottocentesca e, soprattutto, su quella del secolo lasciato alle nostre spalle. È una Pompei riletta alla luce di quell’emozione che accompagnava ed accompagna il suo “ritrovamento”, misura non solo di una disciplina della storia, qual è l’archeologia, bensì di una riflessione più ampia che coinvolge, osserva Calvino, nel senso che aiuta a scoprire “le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città”».


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Redazione

Made in Pompei è una rivista di promozione territoriale e informazione culturale, turistica, enogastronomica, scientifica ed economica.

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