Supplica a Pompei, l’arcivescovo Tscherrig invita i fedeli a pregare per la Pace nel mondo

A mezzogiorno è “scattata” quella che il fondatore del Santuario di Pompei, il Beato Bartolo Longo, definiva “l’Ora del mondo”

POMPEI. Questa mattina, l’arcivescovo Emil Paul Tscherrig (nella foto in alto), Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, ha presieduto la Santa Messa e la recita della Supplica nella Basilica della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Nella sua omelia, ha chiesto ai fedeli di accogliere l’invito costante di Papa Francesco a pregare per l’amicizia e la fratellanza tra tutti i popoli e le nazioni. «Il Papa – ha detto – ci ha raccomandato di pregare per la Pace, indicando il Santo Rosario, fondamento stesso di questo Santuario, come preghiera per implorare la concordia su tutta la terra». Ha poi invitato i presenti ad imitare la Madonna e, come lei, a chiedere al Signore d’inviare lo Spirito Santo «affinché sia rinnovata la faccia della terra (…) In comunione con lo Spirito di Dio spariranno tra noi l’odio e le contese, la divisione e il disprezzo dell’altro, la diffamazione e le parole che feriscono, i sentimenti che uccidono».

Pompei, nelle sue tante opere carità di ogni giorno, è esempio di premura e amore per l’altro, avamposto di un mondo nuovo, finalmente in pace. A mezzogiorno di oggi è “scattata” quella che il fondatore del Santuario di Pompei, il Beato Bartolo Longo, definiva “l’Ora del mondo”. Decine di migliaia di fedeli hanno raggiunto la città mariana, occupando ogni spazio della Basilica ed “invadendo” anche il sagrato esterno, per partecipare alla celebrazione della Messa e alla recita della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, presiedute dall’arcivescovo Tscherrig. La funzione religiosa è stata concelebrata dall’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, da monsignor Pietro Lagnese, Vescovo di Ischia, e da monsignor Giacomo Cirulli, Vescovo di Teano-Calvi.

Nell’omelia, il Nunzio apostolico, che rappresenta il Santo Padre in Italia, ha chiesto ai fedeli di accogliere l’invito continuo di Papa Francesco a pregare per l’amicizia e la fraternità tra i popoli e le nazioni. «Il Papa – ha detto – ci ha raccomandato di pregare per la Pace, indicando il Santo Rosario, fondamento stesso di questo Santuario, come preghiera per implorare la concordia su tutta la terra». Nella prospettiva di cambiare il mondo, i cristiani non sono soli, ma hanno dalla loro parte la forza che viene dallo Spirito Santo. «Senza di lui non possiamo fare nulla!», ha esclamato. «Maria ci invita a domandare sempre – ha poi proseguito – che il Signore ci invii il suo Spirito affinché sia rinnovata la faccia della terra. (…). In comunione con lo Spirito di Dio spariranno tra noi l’odio e le contese, la divisione e il disprezzo dell’altro, la diffamazione e le parole che feriscono, i sentimenti che uccidono».

La pace si costruisce a partire dalla propria quotidianità e dalle proprie relazioni con gli altri. Ma la pace si realizza anche pensando agli altri, pregando per gli altri, agendo per gli altri. «Papa Francesco – ha affermato ancora Monsignor Tscherrig – nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, ci invita ad essere evangelizzatori con Spirito, cioè evangelizzatori che pregano e lavorano. In questo contesto il Santo Padre ricorda soprattutto la forza missionaria dell’intercessione, cioè di quella preghiera che è un atto di somma carità (…). Tuttavia per essere intercessori efficaci in favore degli altri, dobbiamo metterci all’ascolto della Parola di Dio e praticarla nella vita di ogni giorno».

Ecco l’essenzialità della testimonianza di vita, dunque. L’esempio che, a Pompei, si ha come riferimento è quello del Beato Bartolo Longo, che realizza la volontà di Dio su di lui e dimostra che anche un peccatore, se convertito, «può trovare il suo posto nella costruzione del Regno di Dio». «Vi sono esempi bellissimi – ha spiegato il Nunzio – in questa città della fede e della carità concreta. Ho avuto modo di visitare ieri sera con grande soddisfazione e gioia alcune delle opere di carità che nascono all’ombra di questo Santuario e che possono vivere anche grazie alla vostra generosità. Ho visitato alcune famiglie che non si sono chiuse in un amore egoistico, ma che, aperte alla vita, hanno saputo accogliere nuovi figli, fidandosi ogni giorno della Provvidenza di Dio. Ho anche visitato il Centro educativo e ho apprezzato l’entusiasmo e l’impegno degli alunni e degli educatori che ogni giorno costruiscono prospettive di vita nuova, lì dove talvolta l’umanità con la sua debolezza lascia delle macerie. A tutti vorrei esprimere la gratitudine del Santo Padre per quanto generosamente ogni giorno e con non pochi sacrifici fanno per la realizzazione del regno di Dio». È così che si diventa «testimoni gioiosi del Vangelo della vita e della Risurrezione».

Nel suo saluto d’accoglienza al Nunzio apostolico, l’arcivescovo Tommaso Caputo ha voluto ricordare l’amore di Pompei per il Santo Padre Francesco. «Accogliendo lei – si è rivolto così al celebrante – accogliamo il Papa e ci permettiamo di chiederle di riferirgli tutto il nostro amore e la nostra gratitudine. Dica a Papa Francesco che i devoti della Madonna di Pompei lo amano e pregano ogni giorno per lui, per il suo ministero e per tutta la Chiesa e, come lui stesso ha chiesto esplicitamente più volte, per la pace, soprattutto nelle nazioni più martoriate da guerre, lotte fratricide, povertà, sfruttamento».

Le opere di carità sono strumenti per realizzare la pace, per costruire la fraternità. «La nuova città di Pompei, che quest’anno festeggia il 90esimo anniversario della fondazione, deve la sua origine alla prontezza con la quale Bartolo Longo rispose alla chiamata della Vergine che lo esortava a diffondere il Rosario. Sostenuto dal Vescovo di Nola, monsignor Giuseppe Formisano, e grazie alla collaborazione della Contessa, sua consorte, Marianna De Fusco, egli fondò non solo questo magnifico Santuario ma anche la città che lo circonda e numerose opere di carità, nelle quali, oggi come allora, sono accolti gli ultimi e gli emarginati: ragazzi e ragazze provenienti da contesti sociali difficili, mamme e donne sottratte a situazioni di sfruttamento o violenza, figli e figlie di detenuti, anziani, poveri, ex tossicodipendenti, ragazze madri, diversamente abili, migranti».

La celebrazione è stata trasmessa, in diretta televisiva e in diretta streaming sul sito ufficiale, da Canale 21, la tv campana che, da oltre venticinque anni, segue le celebrazioni e gli eventi più importanti che si tengono in Santuario, e da Tv2000, l’emittente dei cattolici italiani. Anche la pagina Facebook del Santuario ha trasmesso la celebrazione in streaming. Le moderne tecnologie hanno così permesso a decine di migliaia di persone di seguire la preghiera, anche se impossibilitati, per lontananza o condizioni di salute, ad essere presenti in Basilica.

(c.s.)


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Redazione

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