Il futuro turistico di Pompei passa per la riqualificazione della contrada di Civita Giuliana

Il progetto di creazione di un parco archeologico-naturalistico è inserito nel Piano di gestione della Buffer Zone del Grande Progetto Pompei.

POMPEI. Mobilitare la società civile pompeiana, a partire dal ceto politico dirigente, è l’obiettivo del convegno che si è tenuto ieri (22 aprile 2018) nella storica chiesetta rurale della Madonna dell’Arco, sul tema della riqualificazione della contrada pompeiana di Civita Giuliana. Essa è erededi un paesaggio incontaminato su cui si intende attivare la leva della valorizzazione turistica, che però necessita dell’apertura di Porta Vesuvio al Parco Archeologico di Pompei quale ingresso agli Scavi dell’area Nord, in direzione Vesuvio ed ai confini con Boscoreale.

Il progetto di sviluppo della buffer zone rientra nel Piano di gestione Unesco dell’Unità Grande Pompei e riguarda la comunità di 500 residenti suddivisi tra 107 case private e 150 palazzine a residenza multipla, site in un territorio che è icona della memoria archeologica collettiva e si articola tra antiche masserie, vigneti ed agrumeti. La Contrada Civita Giuliana sita nell’ameno paesaggio agreste, sulla collina a ridosso degli scavi di Pompei, tra mare e Vesuvio, deve a fattori climatici ed ambientali privilegiati il valore incomparabile di una potenziale offerta turistica che non ha pari, ma che abbisogna della tutela della politica, invocata per l’occasione da Michele Fiorenza (presidente dell’associazione Pompei Civita) che ha messo in evidenza che la creazione del percorso paesaggistico vesuviano a Civita rientra nel “pacchetto ideale” degli albergatori del centro di Pompei, come attrazione paesaggistica a due passi dall’albergo prescelto per le vacanze.

La richiesta di apertura del quarto ingresso agli Scavi ha determinato dal Ministero dei Beni Culturali (Mibact) una risposta interlocutoria. «Dovremo opportunamente valutare la proposta», è stato replicato seccamente, facendo nascere l’esigenza della mobilitazione popolare a sostegno della richiesta e della solidarietà politica del sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, che ha parlato del rapporto di grande collaborazione che il Comune di Pompei intrattiene con la Chiesa locale e con il Parco Archeologico. «Ci vediamo una volta al mese per discutere le problematiche di Pompei e cercare una soluzione comune ai problemi» ha dichiarato Amitrano, che ha dovuto difendersi dalle stilettate cortesi che gli ha inflitto Sandro Staiano, suo predecessore nella fascia tricolore, che ha descritto un quadro impietoso della realtà di Pompei sia per l’economia che per l’urbanistica. «Ho lasciato l’incarico di sindaco nel 1999 sul preliminare del Puc e devo constatare che siamo rimasti fermi a quello stadio», ha dichiarato.

«Infrastrutturazione e integrazione» è la ricetta consigliata dal docente della Federico II, che auspica che si possa far tesoro degli errori commessi negli ultimi anni. È toccato al capogruppo Pd della Regione Campania, Mario Casillo, (referente del GPP) illustrare nei dettagli la potenzialità che può comportare allo sviluppo economico del territorio se si privilegia il turismo al posto delle logiche speculative. La conclusione è stata della neosenatrice M5S, Virginia La Mura, che nella logica della visione più ampia, propria del livello superiore del suo impegno politico, ha auspicato la collaborazione tra le varie comunità locali, parti della cosiddetta buffer zone, insieme alla cura dei fattori ambientali (la qualità delle acque marine e fluviali ed il verde della pineta del Vesuvio) come chiave di volta per lo sviluppo sostenibile: «Bisognerà valutare con la Gori la qualità delle acque di scarico a mare e mettere eventualmente in campo le migliori iniziative per cercare di migliorarle a vantaggio del turismo ma anche della salute di tutti».


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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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