A Pompei fino al 19 aprile si celebravano i Cerealia, festa legata al grano e al pane

Alla dea Cerere venivano dedicate offerte per propiziarne la prodigalità nella fornitura di cereali e la fertilità del bestiame.

POMPEI. Il 12 aprile a Pompei, come in tutto l’impero romano, iniziavano i Cerealia, che si estendevano fino al 19 aprile. La dea Cerere veniva spesso accostata ad altre divinità a cui venivano dedicate ricche offerte per propiziarne la prodigalità nella fornitura di grano e la fertilità del bestiame. La festa di Cerere celebrava la potenza della divinità delle messi e, insieme, la fertilità della Natura. Durante la festa venivano offerte frutta e miele e venivano sacrificati buoi e maiali. Si compivano sacrifici per purificare la casa dal lutto familiare perché la divinità di Cerere è legata anche al mondo dei morti.

Si organizzavano processioni di giovani donne vestite di bianco che sfilavano per la città, gli spalti delle arene si animavano per i Ludi Cerealici, giochi e spettacoli dove era di rigore la tunica bianca. Molte di quelle feste sono rimaste nella tradizione popolare vesuviana contemporanea, specie nei territori in cui l’agricoltura prevale nell’economia locale. Cerere è una delle figure più antiche e centrali della religione ufficiale romana: dea della crescita, madre della terra, protettrice dei campi.

La filiera del grano culminava, a Roma come a Pompei, nella produzione del pane (in foto, un pezzo di pane carbonizzato ritrovato a Pompei). Esso a Pompei rappresentava l’alimento principale, difatti sono stati trovati ben 35 pistrina (panifici), che formavano una delle attività prevalenti, mentre grande era la varietà dei semi vari, le granaglie e si contano ben 80 tipi di pani. Madre di Proserpina (la terra che accoglie il seme nel suo ventre), Cerere, la bionda, era raffigurata con una corona di spighe, una fiaccola e un canestro colmo di primizie. A lei venivano offerte le praemetiae (letteralmente “le prime mietute”) o primitiae, le “primizie”, vale a dire le prime spighe. Le Cerialia, “feste di Ceres” sono probabilmente arrivate a noi come feste dei Ceri. Le ritroviamo in tutta l’area italica, ma in quella vesuviana è molto interessante e ricca di significato la festa dei ceri di Nola.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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