Un antico anello d’oro ritrovato a Pompei racconta la commovente storia di una fuggiasca

La sua immagine è stata esibita attraverso il cellulare dal direttore generale di Pompei, Massimo Osanna, durante la presentazione alla stampa del Generale dell’Arma, Mauro Cipolletta

POMPEI. Un anello d’oro con due teste di serpente e occhi di pasta vitrea è l’ultima scoperta dello scavo nell’area della necropoli di Porta Stabia a Pompei. La sua immagine è stata esibita attraverso il cellulare dal direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna. Rappresenta l’ultimo trofeo di scavo esibito in anteprima durante la presentazione alla stampa del generale dei Carabinieri Mauro Cipolletta, incaricato di sostituire, per un biennio, il pari grado Curatoli. La foto esibita ai giornalisti riproduce un anello realizzato in oro con tratti d’incisione a forma di squame.

I terminali ispessiti assumono la forma della testa di serpe. Uno degli occhi, visibile dalla foto, risulta incastonato in gemma vitrea verdastra, mentre l’altro occhio, sul medesimo lato, si presenta con l’incavo oculare privo di gemma. Le tipologie di questi anelli erano molteplici, generalmente erano costituite da una spira aperta, ma di spire potevano averne anche due, come nel caso dell’anello rinvenuto che presenta la parte terminale a forma di serpe. Tali anelli con sembianze di serpenti affrontati erano frequenti nel I secolo, a causa del significato apotropaico attribuito all’animale ed alla configurazione stessa del corpo del serpente che bene si addiceva all’uso.

Il monile apparteneva probabilmente ad una fuggiasca dall’eruzione. Non è escluso che chi l’avesse con sé duemila anni fa avesse con sé altri monili preziosi. Si deduce (ma non è stato dichiarato) che è partita una vera e propria caccia al tesoro per rintracciare altri eventuali oggetti preziosi che la poveretta aveva cercato di portare in salvo. Si tratta di un tipo di anello molto diffuso nell’età imperiale, proprio per il suo valore apotropaico che, però, non ha portato fortuna alla fuggiasca dall’eruzione di Pompei, considerato che il prezioso monile è stato rinvenuto sull’antica strada che collegava Pompei a Stabiae.

Lo stesso percorso segnato dai solchi lasciati dai carri dei fuggitivi (scoperti recentemente da Osanna) che si allontanavano dall’eruzione del 79 d.C. Di quelle carovane doveva far parte la padrona dell’anello a doppia testa di serpente che probabilmente ha perso tragicamente la vita e solo oggi, con il ritrovamento dell’anello, è tornata a rivivere nel nostro racconto. Il gioiello è stato rinvenuto poco distante da un cantiere edile che sta sistemando l’area degli uffici in prossimità del piazzale di San Paolino.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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