Grande Progetto Pompei: «Nessun rallentamento nel cronoprogramma»

Il Parco Archeologico precisa che la procedura di stabilizzazione della Segreteria tecnica sarà attivata nei prossimi giorni

POMPEI. «Nessun rallentamento al cronoprogramma del Grande Progetto Pompei»: non si fa attendere la replica del Parco Archeologico di Pompei che sgombra il campo dai dubbi sollevati ieri dalla segreteria locale del sindacato Unsa, in seguito alla scadenza e al mancato rinnovo (per ora, almeno) dei contratti per 16 professionisti della Segreteria tecnica. Per la Soprintendenza «le vicende in oggetto, non incidono in alcun modo sul cronoprogramma del Grande Progetto Pompei. I cantieri non subiranno alcun rallentamento in quanto  tutte le attività saranno con regolarità portate avanti grazie all’abnegazione dei funzionari del Parco archeologico di Pompei che si sono resi disponibili ad ulteriori carichi di lavori, per garantire piena continuità agli interventi».

Per quanto riguarda, invece, la situazione dei professionisti della Segreteria tecnica il Parco Archeologico precisa alcuni aspetti della vicenda. «I contratti degli esperti della segreteria tecnica di Pompei – si legge in una nota – sono da sempre stati a termine (non c’è stato alcun “licenziamento”): anzi, grazie alla misura straordinaria prevista dalla legge di bilancio 2018, tale personale potrà essere inquadrato a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero, con modalità analoghe a quelle stabilite per il personale precario delle pubbliche amministrazioni dalle norme attuative della c.d. riforma Madia».

Relativamente alla tempistica, la Soprintendenza precisa: «La norma di legge cui si fa riferimento, in vigore dall’1 gennaio 2018 (articolo 1, comma 309, della legge n. 205 del 2017), prevede che, entro il 31 marzo 2018, il Mibact possa assumere, previa apposita selezione per titoli e colloquio, proprio il personale che ha lavorato nella Segreteria tecnica di Pompei per 36 mesi. Tale procedura sarà attivata nei prossimi giorni. Deve peraltro segnalarsi che i 36 mesi richiesti dalla norma sono stati maturati dal personale della segreteria tecnica il 16 febbraio 2018, giorno in cui i loro contratti sono scaduti».

La misura straordinaria di stabilizzazione sopra illustrata – contenuta nella legge di bilancio 2018 e non in un fantomatico decreto legge non convertito in legge – prevede un onere massimo di circa 500.000 euro annui a regime, che saranno a carico del bilancio del Ministero e non del Parco archeologico di Pompei, dotato di autonomia contabile. Ciò a conferma del grande interesse che il Ministero ha per Pompei.

C’è di più. Oltre alla possibile stabilizzazione della Segreteria tecnica, a Pompei potrebbe esserci spazio per altri 20 professionisti, che potrebbero essere impegnati – sempre con la formula dei contratti di collaborazione a termine – nella gestione della parte del Grande Progetto Pompei riguardante la c.d. “buffer zone”. «Sempre la legge di bilancio 2018 – prosegue la nota del Parco Archeologico – ha previsto il ricorso alle procedure dei contratti istituzionali di sviluppo per valorizzare l’area contigua al Parco archeologico. E la struttura del Parco, oltre a poter contare sugli esperti eventualmente inquadrati a tempo indeterminato, potrà affidare ulteriori 20 incarichi di collaborazione a termine come quelli già attribuiti nel 2015 per la Segreteria tecnica».

Il Parco Archeologico conclude quindi così la nota: «Gli impegni del Governo e del Parlamento dal 2013 a oggi e gli eccezionali risultati ottenuti sono, quindi, sotto gli occhi di tutti. Più volte l’Unione Europea e l’Unesco  hanno indicato il caso Pompei come esempio virtuoso nell’uso dei fondi e nella gestione di un sito Patrimonio mondiale dell’Umanità».

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Redazione

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