Esposti i reperti “maledetti”: rubati dai turisti e poi restituiti

Approda all’Antiquarium degli Scavi la mostra “Pompei@Madre. Materia Archeologica”

POMPEI. Approda anche nell’Antiquarium degli Scavi di Pompei la mostra“Pompei@Madre.Materia Archeologica”, anticipando la “materia archeologica” esposta nella sede “naturale” dell’esposizione, al museo Madre di Napoli (fino al 30 aprile 2018, insieme alle opere di più di 90 artisti moderni e contemporanei). Definita dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, come “la mostra più importante dell’anno in Italia”, il progetto espositivo consiste nello studio delle possibili, molteplici relazioni fra patrimonio archeologico e ricerca artistica e propone un dialogo fra materiali archeologici di provenienza pompeiana e opere d’arte moderna e contemporanea.

A Pompei essa si articola fra due grandi vasche-deposito di materia lapidea e ceramica, a rappresentarne il flusso fra epoche, mezzi, stili e sensibilità differenti ma coesistenti, per procedere fino al video di Shana Moulton. La sala successiva introduce alla morte degli esseri umani, con l’armadio-ossario e delle cose, con il vasellame in bronzo caratterizzato dai lapilli del 79 d.C., in una ininterrotta diacronia che giunge fino agli scheletri degli oggetti bombardati nel 1943. Questa fragile materia è rigenerata e narrata nel quadro di Francesco Clemente, nelle cartoline, negli album-souvenir, nelle fotografie, nei libri, che testimoniano la secolare fascinazione verso la materia pompeiana, fino ai reperti restituiti negli ultimi anni, espressione del mito moderno della maledizione dei reperti rubati.

In esposizione, infatti, per la prima volta ci sono i reperti (pietre, pezzi di affreschi, oggetti, ecc.) rubati da turisti di tutto il mondo nel corso degli anni e poi restituiti perché ritenuti fonte di disgrazie: a testimoniare questa diffusa credenza sono state esposte alcune delle decine di lettere che ogni anno arrivano all’amministrazione degli Scavi, in cui si percepisce il terrore di continuare a detenere (illegalmente) quegli oggetti ritenuti portatori di malasorte.

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Redazione

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