Resto al Sud, dal 15 gennaio la presentazione delle domande

Sulla misura sono disponibili 1.250 milioni di euro per nuove imprese del Mezzogiorno

POMPEI. «Dal 15 gennaio sarà possibile presentare le domande per gli incentivi Resto al Sud. Sono escluse le attività commerciali e le libere professioni. Questa è stata una scelta politica importante per dare priorità ai settori che più trainano lo sviluppo». È quanto ha dichiarato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia presente a Napoli, lo scorso 27 novembre, nel corso dell’incontro pubblico promosso dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, per lanciare le ultime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali: Resto al sud e Banca delle terre.

«Resto al sud – ha spiegato Arcuri – è un ulteriore contributo allo sviluppo del Sud, che da due anni cresce addirittura più del centro Nord ed è dedicato in particolare ai giovani che possono intraprendere e non soltanto sognare di creare una propria piccola e media impresa. Basta pensare che lo sviluppo arrivi da qualche altra parte, bisogna trovarlo e stanarlo all’interno delle Regioni». Sulla misura sono disponibili 1.250 milioni di euro.

«Naturalmente – ha aggiunto il ministro De Vincenti – queste misure fanno parte di una politica di sviluppo complessivo per il Sud. Con il credito d’imposta, ad esempio, gli investimenti al Sud stanno generando risultati importanti, già più di 3 miliardi di nuovi investimenti privati al Sud, cioè posti di lavoro per i giovani». Nel corso della giornata Domenco Arcuri e Giovanni Sabbatini, direttore generale Associazione Banche Italiane (Abi), hanno firmato un accordo per garantire il totale abbattimento degli interessi per chi accede alle agevolazioni (finanziamento a tasso zero).

«Resto al Sud – spiega Alfredo Di Nola, esperto in finanza agevolata per le imprese – è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali, relative alla di produzione di beni e servizi, avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno. Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario del 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi».

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Redazione

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