Teatro Mobile a Pompei: successo per Octavia, la tragedia di Seneca

Tutti bravi e visibilmente gratificati gli attori e il risultato finale è stato apprezzato da tutti. Tanta la curiosità suscitata nei turisti di tutto il mondo

POMPEI. Bilancio finale positivo sul Teatro Mobile nel Parco Archeologico di Pompei a conferma dell’inimitabile dote del sito vesuviano di potenziare con le suggestioni della memoria performance di svariate forme d’arte (teatro classico, lirica, musica, danza, fotografia, arte moderna e contemporanea) che accoglie di volta in volta nel suo inimitabile contesto. Ieri pomeriggio (sabato 11 novembre) i luoghi pubblici dell’antica Pompei sono diventati palcoscenico di “Octavia” l’unica tragedia romana  attribuita a Seneca. L’opera  tradotta dal latino e adattata da Pina Catanzariti è stata messa in scena con il progetto di Marcello Cava. Ha visto protagonista Galatea Ranzi che si è esibita assieme a Nicola D’Eramo, Pietro Faiella, Liliana Massari, Galliano Mariani, Paolo Musio e di Ludovica Modugno.

Tutti bravi e visibilmente gratificati gli attori, insieme ai musicisti ed ai tecnici, da una prestazione artistica che, anche se ha incontrato oggettive difficoltà di spostamento su un percorso impegnativo, ha segnato una novità nel panorama dello spettacolo dal vivo. Il risultato finale è stato apprezzato da tutti. Oltre alla numerosa partecipazione è stata gradita dai protagonisti dell’iniziativa la curiosità suscitata nei turisti di tutto il mondo (in questo periodo specialmente asiatici) presenti negli scavi di Pompei, che si sono soffermati ad osservare e fotografare pezzi di tragedia.

Alla fine l’esperienza del Teatro Mobile (che per Pompei è una novità parziale, dopo gli itinerari con recita al chiaro di luna) rappresenta una forma innovativa di fruizione del Museo vesuviano grazie all’abbinamento alla visita culturale di una recita estemporanea di teatro classico, potenziata dalla strumentazione tecnica formata da audio-cuffia in dotazione ai visitatori-spettatori al fine di valorizzare la partitura testuale, sonora e musicale della tragedia recitata sul percorso che  dalla Basilica ha accompagnato il pubblico al Foro. Di seguito per via dell’Abbondanza la comitiva si è spostata nelle Terme Stabiane per concludere (attraversando il Teatro Piccolo) la recita nel Teatro Grande di Pompei.

La tragedia di Seneca (se è stato lui l’autore) narra di Ottavia, la sposa-sorella che Nerone abbandona perché stregato dalla passione per Poppea, condannandola all’esilio ed alla morte. I personaggi oltre ad Octavia, sono “Chorus” che commenta gli episodi della tragedia, Seneca, il consigliere che tenta di dissuadere l’Imperatore dal ripudio della moglie legittima. Alla fine entra in scena lo stesso Nerone, si sente la voce del fantasma di Agrippina (madre di Nerone) e compare la trionfante Poppea.

L’iniziativa del teatro itinerante approda a Pompei dopo il successo delle anteprime estive del 2016 a Roma. Il giorno prima di Octavia è stato celebrato con pari successo il Bimillenario di Ovidio, mettendo in scena un progetto già realizzato a Roma, Sulmona e Costanza (i luoghi di nascita, vita e morte di Ovidio) con recita, seguita  in cuffia dal pubblico, di Pietro Faiella e Liliana Massari di brani da “L’arte di Amare” di Ovidio.

mm

Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*