Pubblica amministrazione, fioccano i ricorsi contro le trattenute sul Tfr in busta paga

Per la Corte Costituzionale “sono illegittime e vanno restituite ai lavoratori”. I dipendenti pubblici assunti a partire da gennaio 2001 che vogliono chiedere il rimborso delle trattenute possono agire per via giudiziaria

POMPEI. Ogni mese, nella busta paga di molti lavoratori della Pubblica Amministrazione viene detratta una somma a titolo di trattamento di fine rapporto (Tfr). «Questa trattenuta è da considerarsi illegittima – spiegano gli avvocati Oriana D’Ambrosio e Raffaela Aprea – e andrebbe restituita al lavoratore dipendente perché il Tfr è una prestazione economica totalmente a carico del datore di lavoro, sia pubblico che privato».

Dal 1° gennaio 2011 tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, assunti dopo il 31 dicembre 2000, sono in regime di Tfr. Si tratta di una cifra importante che dovrà essere restituita, a titolo di rimborso, e numerose saranno le istanze che verranno sottoposte ai datori di lavoro. Dopo i Tribunali di Treviso, Reggio Calabria, Roma e Salerno, anche quello di Napoli si è pronunciato in modo positivo sul ricorso di alcuni dipendenti pubblici che hanno richiesto la restituzione della trattenuta.

Nonostante il principio sia stato ribadito negli anni dalla Corte Costituzionale (Sentenze n. 223/2012 e 244/2014) e nonostante le continue sentenze dei Tribunali regionali, ancora oggi non mancano i casi in cui a pagare parte della quota del Tfr (2,50%) sia il lavoratore. «Si tratta di una trattenuta illegittima – aggiungono i legali – e i dipendenti pubblici devono richiedere l’ottenimento delle somme indebitamente detratte. In sostanza, prendendo ad esempio un lavoratore con uno stipendio lordo di 2.000 euro mensili, le trattenute mensili per il Tfr ammontano a 40 euro, il 2,5% dell’80% dello stipendio. I dipendenti della Pubblica Amministrazione assunti a partire da gennaio 2001  che vogliono chiedere il rimborso delle trattenute Tfr possono agire per via giudiziaria e questa possibilità è anche per il personale precario. Fino ad oggi tutti i ricorsi presentati ai tribunali per il rimborso di somme detratte in maniera illegittima sono state accolte positivamente».

Per tutelare i propri diritti è possibile rivolgersi allo Studio Legale Aprea D’Ambrosio con sede a Pompei in via Lepanto, 96.  Tel. 0818502830 oppure 3208703263 (avv. Oriana D’Ambrosio) e 3476783517 (avv. Raffaela Aprea).

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Redazione

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