Vascitour: un nuovo modo di intendere il turismo

«Più che visitare dei posti, si incontrano delle persone. Noi mediamo tra i cittadini e i viaggiatori»

NAPOLI. Dal 2016 c’è un nuovo modo di intendere il turismo a Napoli. Si chiama Vascitour, progetto sviluppato tra le mura dell’Università “Federico II” da Achille Centro, Ilaria Delli Colli, Marianna Di Fiori e Anna Bottone. Ci siamo rivolti a quest’ultima, originaria di Pompei, per saperne qualcosa in più.

Qual è l’idea su cui si fonda la vostra cooperativa?
«Il nostro obiettivo è promuovere i quartieri popolari di Napoli permettendo a chi viaggia di vivere la città come se fosse un napoletano. Proponiamo di dormire nei bassi, di pranzare e cenare a casa di napoletani e organizziamo itinerari urbani all’interno dei quartieri popolari. Durante i nostri tourpiù che visitare dei posti, si incontrano delle persone. Noi mediamo tra i cittadini e i viaggiatori».

A proposito di cittadini, per il vostro progetto sembra indispensabile fare rete.
«Sì, il nostro lavoro all’inizio ci ha portati a girare moltissimo. Abbiamo cercato bassi da riqualificare e persone che avessero qualcosa da raccontare. Un po’ alla volta la situazione si è invertita e le persone hanno cominciato a cercare noi. Siamo stati aiutati dal fatto che i napoletani, quando si accorgono che nei quartieri si sta muovendo qualcuno che viene da fuori, spesso si pongono in maniera naturale come accompagnatori. In più, essendonoi nati all’interno dell’Università,godiamo dall’inizio di una serie di relazioni di tipo istituzionale che continuiamo a coltivare. Stiamo lavorando molto anche con i negozianti. Abbiamo creato una rete di “negozi amici” dove il turista può recarsi non solo per ottenere sconti, ma anche per chiedere un aiuto se dovesse trovarsi in difficoltà».

Se con i napoletani è semplice collaborare, che puoi dirci invece degli stranieri? Che reazioni hanno dopo “un giorno da napoletano”?
«Al momento le reazioni sono tutte positive, soprattutto coi clienti che vengono dall’estero, probabilmente perché arrivano con meno pregiudizi. Anche da parte degli italiani non abbiamo avuto risposte negative ma lì il lavoro è più complicato perché c’è da scardinare convinzioni sedimentate negli anni».

Immagineresti mai un progetto simile a Vascitour anche a Pompei?
«Io credo che Pompei abbia un turismo un po’ diverso. È una città con tanto da offrire ma le varie parti comunicano troppo poco. Forse pensare a qualcosa del genere permetterebbe di far spostare i turisti dagli Scavi al centro della città e far scoprire loro anche come si vive a Pompei oggi».

Info: www.vascitour.it

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Valentina Comiato

Ha 24 anni, è laureata in lingue ma con un innato amore per la penna. Si divide tra università, associazionismo e scrittura. Crede nelle parole e nella partecipazione attiva. Per "Made in Pompei" scrive di piccole realtà, grandi talenti e bei progetti.

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