Dalla periferia al rap con il brano “Na Cartel”

Pubblicato il primo singolo di Antonio Ingenito che parla dei problemi della sua città e non solo

di Danilo De Gennaro

POMPEI.  Antonio Ingenito, in arte El Pit, esordisce sulla scena rap col brano “NA Cartel”, l’inizio dell’avventura della crew “Equipo 27”, da lui fondata insieme a Nicola D’Auria (N Mane). Il pezzo denuncia la povertà, materiale e sociale, del posto dove i due ragazzi sono nati e cresciuti (tra Pompei e Santa Maria la Carità, volendo estendere la riflessione un po’ a tutta la provincia di Napoli, da cui il titolo della canzone). Il concetto portato avanti è che la precarietà e la confusione spesso conducono alla sola strada della violenza, con la speranza che la musica possa veicolare, attraverso il fresco linguaggio del rap e della lingua napoletana, un messaggio positivo tra le difficoltà. Il progetto della crew si svilupperà con l’uscita di un secondo brano, presumibilmente dopo l’estate, che vedrà i due ragazzi cantare insieme.

Chi è Antonio Ingenito in arte El Pit?
«El Pit nasce da un soprannome che mi hanno dato i miei amici. Mi hanno sempre chiamato “pitbull” ed è stato quasi naturale chiamarsi così. È semplicemente un nome che mi porto dietro da anni».

Cosa ti ha spinto a tuffarti nel mondo della musica e del rap più precisamente?
«La musica mi ha attratto sin da bambino, anche se ho iniziato ad interessarmi seriamente al rap da pochi mesi, soprattutto grazie all’album “Malammore” di Luchè, che per me è un capolavoro».

Il tuo primo singolo sta riscuotendo un ottimo successo sul web. Te lo aspettavi?
«Sono contento che la canzone stia avendo questi buoni riscontri, perché è il presupposto necessario per realizzare altri sogni e progetti. È importante capire cosa la gente pensa di te. Questo riscontro iniziale non me l’aspettavo, anche se sapevo che il pezzo era un buon prodotto».

Che messaggio vuoi lanciare con il testo di “Na Cartell”?
«Il rap è una cosa seria. Un concetto, questo, che sta sfuggendo un po’ di mano. Tutti si sentono in diritto di farlo. Credo che bisogna fare prima la gavetta, che significa anche ascoltare tanta musica prima e dopo capire le influenze per stabilire un proprio stile e, infine, trovare la propria identità. Il messaggio, però, è anche sociale. Si racconta la nostra terra molto martoriata. “Na Cartel” è più che altro un titolo provocatorio. Infatti, “cartel” in spagnolo significa “gang” e quindi richiama ad un’organizzazione criminale, che infanga il nostro territorio».

Guarda il videoclip del singolo “Na Cartel”

Redazione Made in Pompei

Redazione Made in Pompei

Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

2 pensieri riguardo “Dalla periferia al rap con il brano “Na Cartel”

  • 13 Gennaio 2018 in 14:23
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    Appreciate the recommendation. Let me try it out.

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  • 6 Febbraio 2018 in 19:54
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    Thanks for finally talking about >Dalla periferia al rap con il
    brano “Na Cartel” – MadeInPompei.it <Liked it!

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